Ponte Morandi, l’ex ad di Edizione in aula: “Seppi nel 2010 che era a rischio crollo”

1' di lettura 22/05/2023 - BOLOGNA - Un problema di stabilità legato a un difetto di progettazione del Ponte Morandi di Genova, crollato il 14 agosto 2018 provocando 43 morti.

Il particolare, già emerso nel corso delle indagini, è tornato fuori oggi in aula durante il processo. A parlare in questi termini è stato Gianni Mion, ex ad di Edizione, la holding dei Benetton, oltre che ex consigliere di amministrazione di Autostrade per l'Italia e della sua ex controllante, Atlantia. "I tecnici Aspi ci dissero che c'era un difetto originario sul Morandi- ha detto l'ex ad- il direttore generale rispose che avrebbe autocertificato lo stato di salute. Non feci nulla, è il mio grande rammarico". E ancora: "Emerse che il ponte aveva un difetto originario di progettazione e che era a rischio crollo. Chiesi se ci fosse qualcuno che certificasse la sicurezza e Riccardo Mollo mi rispose 'ce la autocertifichiamo'. Non dissi nulla e mi preoccupai". Gli imputati nel processo sono 59, tra ex vertici e tecnici di Autostrade e Spea (la società che si occupava di manutenzioni e ispezioni), attuali ed ex dirigenti del ministero delle Infrastrutture e funzionari del Provveditorato.





Questo è un lancio di agenzia pubblicato il 22-05-2023 alle 19:39 sul giornale del 23 maggio 2023 - 16 letture

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