Sanità. "Liguria ha fame di cure 'sotto casa'", UIL sprona Regione

3' di lettura 15/07/2021 - (DIRE) Genova, 15 lug. - "Dopo il Covid abbiamo finalmente un'occasione straordinaria per organizzare la nostra sanità a misura di territorio grazie al Pnrr" e per questo la Uil parte in pressing sulla Regione.

A 'inquadrare' così la portata della fase attuale è Mario Ghini, segretario della Uil della Liguria, insistendo sul fatto che "l'esigenza dei cittadini" è "investire" e con "urgenza" su "politiche sanitarie a misura di territorio". E su questo la Uil chiede di aprire un confronto con l'amministrazione Toti. Lo ha fatto questa mattina con una una conferenza stampa per illustrare le idee per un confronto pubblico e istituzionale sulla sanità in regione. Con Ghini c'erano Alfonso Pittaluga, segretario regionale Uil, Milena Speranza, segretaria Uil Fpl Liguria e Roberto Gambetti, numero uno Uil Pensionati di Genova. Quello degli anziani, del resto, è uno dei punti che la Uil vuole mettere sul tavolo in particolare rispetto all'esigenza di una medicina vicina al territorio con tutte le sue specialità. Per la popolazione più anziana, la Uil ha chiesto alla Regione incontri ad hoc su non autosufficienza, residenzialità extra ospedaliera e assistenza domiciliare integrata per anziani e disabili, ovvero coloro "che più pagano un prezzo salato in termini di salute e solitudine". Ma appunto, come è stato detto oggi, occorre "un celere e assiduo confronto". Si parte dunque dalla terza età: la Liguria si distingue per la percentuale di over 65 più alta d'Italia (29% rispetto al 23% a livello nazionale secondo), "quindi le politiche sanitarie non potranno prescindere da questo dato che richiede capacità di accogliere la domanda con un'offerta su misura". Che vuol dire attivare una "medicina territoriale, prossima, vicina agli anziani, alle famiglie comuni ma soprattutto con gravi problematiche" che ora invece "manca".

Dice ancora la Uil: "La popolazione ha fame di case della salute, di ospedali di comunità, ben ricordando che restano aperte le questioni macro inerenti alla realizzazione delle grandi strutture sanitarie: dal Felettino nello spezzino, all'ospedale di Taggia, e poi il nuovo Galliera e l'eterna questione legata all'ospedale del Ponente genovese, oggi, forse, collocabile agli Erzelli. Il savonese, tra l'altro, attende una riorganizzazione su tre fronti: il recupero degli spazi dell'ospedale di Pietra Ligure, individuando le specialità da destinarvi, e le strutture di Albenga e Cairo che, probabilmente, ad oggi, resteranno pubbliche". La Uil vuole allora sapere "con quale organizzazione la Regione intenda procedere e come intenda investire le risorse da destinare al territorio in ambito sanitario, magari aprendo un tavolo di confronto con i sindacati: noi siamo pronti alla concertazione". Pittaluga, Speranza e Gambetti fanno poi notare quanto "sia necessario abbattere una volta per tutte le liste di attesa che disorientano la popolazione, soprattutto quella anziana, e la costringono a rivolgersi altrove o al privato, con un danno alla sanità pubblica e ai cittadini. Sarebbe necessario avere tempi certi per una partita ambulatoriale diffusa", osservano i sindacalisti. Insomma, è tempo di avviare una discussione a tutto campo: "Ci serve un confronto decisivo con il Governo- chiude Ghini- chiediamo quindi al presidente Toti di farsi parte attiva con l'esecutivo per poter procedere con un momento concertativo che arrivi a soluzioni organizzative efficaci per la sanità ligure". (Red/ Dire)






Questo è un lancio di agenzia pubblicato il 15-07-2021 alle 15:52 sul giornale del 16 luglio 2021 - 114 letture

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