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- Via Marenca, punto di incontro tra Liguria, Provenza, e Monregalese
La Via Marenca rappresenta un percorso millenario che collegava Tenda con i possedimenti della famiglia dei Ventimiglia Lascaris; è costituita da una direttrice principale che presenta molte diramazioni.
Durante i secoli non è rimasta sempre uguale perché è stata sottoposta a diversi cambiamenti legati alle stagioni, a motivi economici e politici.
Questa via aveva molteplici funzioni, infatti è stata frequentata da pastori, pellegrini, mercanti, militari ma anche da contrabbandieri, briganti ed eremiti. Possedeva una valenza spirituale legata al paesaggio così suggestivo tanto da favorire la credenza che fossero presenti delle divinità.
Fu importante per le relazioni che si crearono fra i tre versanti: ligure, provenzale e monregalese. Si svilupparono infatti conoscenze comuni nelle tecniche di utilizzo del territorio, nella selezione delle razze animali ( es. la pecora brigasca ), nella lavorazione della lana, nella cucina e nella struttura delle Malghe.
Il territorio che ospita questa strada è ricco dal punto di vista ambientale in quanto in pochi chilometri si passa in linea d’aria dal mare fino ad oltre 2000 m, quindi da un ambiente tipicamente mediterraneo ad uno montano.
I comuni che si ritrovavano sotto il dominio della famiglia Ventimiglia Lascaris sono i seguenti:
Montegrosso Pian Latte: faceva parte insieme a Mendatica di un’unica castellania che dal X secolo raccoglieva le comunità dell’alta valle Arroscia. Situato alle falde del Monte Frontè è prevalentemente un centro di villeggiatura; in passato erano diffuse le attività agro-silvo-pastorali, ormai limitate alle sole necessità familiari.
Mendatica: è situato anch’esso alle falde del Monte Frontè; l’origine, molto antica, risale alla distruzione di Albenga da parte dei Visigoti nel 402 d.c., quando una parte degli ingauni risalì in Valle Arroscia. Si tratta di un centro turistico e di villeggiatura, anche se si mantengono le attività legate alla pastorizia e all’agricoltura.
Rezzo: antico borgo di montagna che si estende sulla valle omonima nota per gli alpeggi ed il pregiato bosco di faggio ( uno dei più grandi della Liguria ). Nei pressi del paese è presente il Santuario della Madonna del Santo Sepolcro dove probabilmente c’era un romitorio benedettino. Le attività sono legate al territorio come nei tempi passati: l’allevamento di bestiame, lo sfruttamento del bosco ( fra cui la raccolta dei frutti ), la produzione dei formaggi e dei latticini. Particolare è l’attività artigianale legata al legno del nocciolo selvatico da cui si ricavano, dopo diverse procedure, listarelle con cui vengono prodotti canestri e cestini.
Aurigo: già sede del castello dei Ventimiglia-Lascaris costruito intorno alla metà del XII secolo di cui però oggi rimangono solo i resti. La maggiore attività del luogo è la produzione di olio.
Borgomaro: borgo di fondovalle che si trova al centro di un vasto territorio con numerosi paesi. E’ stato feudo dal 1202 di un ramo dei conti di Ventimiglia, passato nel 1455 ai Lascaris di Tenda che a loro volta lo cedettero nel 1575 ad Emanuele Filiberto di Savoia, il quale aveva compreso l'importanza della Valle del Maro, punto nevralgico di comunicazione delle vie marenche. A Conio è presente l'antico castello dei conti di Ventimiglia restaurato di recente e attualmente centro culturale utilizzato per manifestazioni e mostre. A Santo Lazzaro Reale ( centro legato alla viabilità antica ) si trova un importante ponte tardomedievale. E’praticata l’olivicoltura che sia quantitativamente che qualitativamente fornisce buoni risultati costituendo così il fulcro dell'economia locale.
Carpasio: borgo di montagna dedito da sempre alla pastorizia, appartenne come gli altri ai conti di Ventimiglia, ai Lascaris e ai Savoia. La produzione locale è costituita dai formaggi, dal miele, dalla lavanda, dalle erbe aromatiche e dall’utilizzo delle castagne. Fin dall’età preromana gli abitanti si recavano sugli alpeggi e solo fino a pochi anni fa i pastori utilizzavano la Via Marenca per portare le greggi dove rimanevano tutta l’estate.
Vasia: anch’esso è stato in passato possedimento dei Ventimiglia, dei Lascaris e infine dei Savoia. L’attività principale consisteva nell’agricoltura ed in particolar modo nell’olivicoltura, introdotta dai monaci benedettini. Attualmente persiste ancora tale pratica a cui si sono aggiunti la viticoltura e l’apicoltura.
Fonte: Regione Liguria
XagenaBenessere2008 ( Xagena_Liguria )
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